Una casa nel centro storico, Torino

L’area di intervento è situata all’interno della zona centrale storica; si tratta di una parte dell’isolato San biagio, che confina con via Cappel verde a nord e con via Porta Palatina a ovest.

Il nostro progetto prevede la ristrutturazione di un edificio esistente e l’edificazione dei nuovi volumi in due distinti corpi di fabbrica, l’uno su via Cappel Verde a cinque piani, che conferma l’altezza dell’edificio esistente limitrofo, e l’altro su via Porta palatina, a quattro piani come indicato dalla “scheda” del piano regolatore.

La ragione del distacco tra i due edifici è duplice. Da una parte essi vengono resi indipendenti, ad altezza diversa, confermando una maggiore uniformità sulle reciproche vie di affaccio, dall’altra si crea un’apertura verso il cortile interno che favorisce l’illuminazione e l’areazione, attribuendo al cortile un ruolo di spazio collettivo più gradevole.

La frantumazione prodotta dal distacco dei due corpi di fabbrica riprende e conferma la vocazione dell’isolato a essere costituito da lotti eterogenei accostati e diversi con brevi affacci su via.

Pur nella sua eterogeneità, dovuta alla differenza di altezza e all’interruzione intermedia, la sequenza degli edifici ripropone e rafforza la quinta visiva che trova la sua conclusione nella chiesa de Santo Spirito.

Nello spazio che separa i due edifici è stata collocata una passerella di collegamento.
Il fronte della passerella verso via è costituito da una parete metallica rivestita con una superficie pure metallica.

Con l’inserimento di questo elemento diverso, ma evocativo degli inserimenti metallici consueti nell’architettura ottocentesca, che fa da giunto tra i due edifici di diversa altezza, si intende, paradossalmente, rafforzare l’idea di quinta continua. Di fatto si può affermare che un elemento trasgressivo, interferendo con una sequenza, ne accentua il carattere unitario.

L’edificio su via Porta Palatina, nell’angolo con via Cappel Verde, subisce un leggero arretramento del filo stradale per dialogare con la presenza della chiesa del Santo Spirito. L’arretramento si arresta sul filo del limite sud delle facciate della chiesa, evidenziando il proposito della nuova edificazione di interagire rispettosamente con lo spazio del sagrato.

Progettisti:

Arch. Pietro Derossi

anni

1993/99

quello che abbiamo fatto

Progettazione, realizzazione