Scuola materna a Torino

Ripensare la scuola come sequenza di spazi connessi ad una nuova articolazione e successione dei tempi educativi: obiettivo che questa scuola materna, traduce nella ricerca di un effetto di fluidificazione dello spazio fisico, in una concezione, cioè, dell’interno architettonico come aggregazione di attività localizzate e formalmente riconoscibili.

Una scelta quindi che scarta l’opzione di una totale flessibilità in favore di una frammentazione programmata degli elementi e di una successione di unità formali e funzionali differenziate.

La soluzione adottata intende contribuire con l’organizzazione fisica degli spazi con modelli pedagogici innovativi e creare una scuola che sia, per il bambino, uno stimolo alla creatività, alla partecipazione, all’avventura.

L’edificio composto da un semplice parallelepipedo contiene al suo interno livelli differenziati che consentono un rapporto visivo tra le varie aree di lavoro e di gioco. Sia dalla zona per le attività ordinate che dagli spazi per l’attività libera è possibile accedere al giardino.

Il volume principale è aggredito da elementi di completamento (scale, tettoie, serre, rampe) che costituiscono la mediazione con gli spazi aperti.

La struttura complessa di questo collage di giustapposizioni architettoniche trova una sua particolare evidenza nel trattamento della copertura praticabile, articolata in una sequenza di dislivelli e popolata da pergolati e gazebi. Si è cercato di progettare un edificio che, con semplicità ed economicità di strutture, consentisse una formazione varia ed articolata degli spazi, una fruizione complessa ma sempre riconducibile ad una comprensione semplice e unitaria, una integrazione tra spazi interni ed esterni, una flessibilità, adattabilità e fluidità degli usi.

La scuola è stata realizzata in due esemplari.

Progettisti:

Arch. Pietro Derossi

con Arch. Giorgio Ceretti

anni

1979

quello che abbiamo fatto

Concorso – Primo premio, progettazione, realizzazione