Ristorante Biffi Scala, Milano

Avvicinandoci al “luogo” Biffi Scala e riflettendo sulla sua futura destinazione, siamo venuti a conoscenza di parecchi avvenimenti storici, sociali e di consumo di grande interesse. Questo spessore di riferimenti è diventato il nutrimento del progetto, nel senso che le scelte formali e funzionali hanno, in prima istanza, assunto il compito di disvelare e commentare le tracce del passato.

Potremmo dire che lo sforzo progettuale compiuto assomiglia a un viaggio archeologico (nel senso originario del termine: studio, riflessione sull’archè, sulle origini, sulle fonti). Un viaggio, per la verità, un po’ vero e un po’ inventato: alcuni falsi “ritrovamenti” sono stati legittimati da una concessione all’immaginario.

Come nei viaggi archeologici felici abbiamo fatto delle scoperte: le volte a schifo nelle scale verso la piazza e verso via Filodrammatici dietro i controsoffitti degli anni trenta. Gli squarci che abbiamo pagato nei controsoffitti mostrano parti di quaste volte, ma anche mettono in luce l’impossibilità di mettere a nudo completamente senza svelare l’incongruità dei restauri successivi.

Solo nella sala verso via Filodrammatici l’incongruità è esplicitamente evidenziata con uno stratagemma: i due frammenti di archi in legno, l’uno collocato sull’asse della facciata, l’altro sull’incontro delle volte, non si possono incontrare. Questo stratagemma, permette di leggere chiaramente il movimento di traslazione che la facciata ha subito rispetto al primitivo impianto.

Un’altra interessante scoperta: quattro colonne di granito rosa, alte circa sei metri, ben nascoste dai rivestimenti di gesso e legno nella sala centrale. Si suppone che queste colonne siano state collocate dai Giordani nel 1914; due sono state nascoste dal Reggiori nel 1932, due probabilmente negli anni cinquanta. Abbiamo ritenuto la decorazione neoclassica del Reggiori nelle sale di ingresso di buona qualità e quindi da preservare, con la sola eccezione della parte sottoposta a demolizione nelle operazioni di ricerca delle colonne nascosta.

Abbiamo costantemente tenuto presente il nome “Scala”, che fa parte della denominazione ufficiale del sito: Biffi Scala.

Dallo spazio del locale si sente, costantemente, in filigrana, il brulicare dell’attività del teatro. Prove, costumi, balletti, scenografie, invenzioni e anche consumo veloce, condizione effimera dei manufatti adoperati, magazzini pieni di ricordi.

Progettisti:

Arch. Pietro Derossi

con Arch. S. Caffaro e Arch. M. T. Massa

anni

1989

Stato

Progettazione, realizzazione