Progetto per l’area Anhalter Bahnhof, isolato 14, Berlino

Il progetto per la ristrutturazione dell’isolato 14 di Berlino Ovest era un invito a risolvere “una parte di città”, ci proponeva cioè di esercitarci nel compito più interessante dell’architettura contemporanea, compito a cui è affidato il futuro assetto delle città europee. La costituzione della città non è più un processo chiaro, dritto verso un assetto prefissato, ma un fluttuare di tentativi, di utopie, di pratiche che sono di volta in volta il frutto di un’interpretazione.

Il sistema formato dalla Askanischen Platz, l’area della ex stazione di Anhalter, sino al Landwehrkanal, può rispondere a due esigenze: da una parte costituire un nuovo spazio centrale con una sua specifica identità funzionale e formale; dall’altra divenire un nodo di collegamento rispetto a due percorsi fondamentali, l’uno che parte dalla vecchia stazione merci a sud del canale e si estende sino al nuovo insediamento nell’area del palazzo del Principe Alberto e l’altro che collega una serie di spazi verdi da Mendelsohn Park sino alla Mehring Platz.

Queste esigenze evocano l’idea di una serie di spazi e di edifici messi in sequenza; una successione puntiforme di momenti di centralità e di percorso. Il progetto comprende due scuole di diverso grado e un centro sportivo con palestre coperte. L’esigenza di avere un ordine sulla strada ci ha suggerito di progettare una cortina corridoio di margine modulare di quattro metri di spessore, che con diversa densità e altezza percorre tutto il lato est della via e si protende all’interno dell’Askanischen Platz. Da questa cortina parte una griglia modulare che si espande verso il giardino e costituisce l’ordine di riferimento delle costruzioni e degli spazi aperti.

Il prospetto sulla via Ansch Schoneberger vuole esprimere la complessità di una strada urbana in cui si susseguono elementi di diversità. Si può leggere, su uno schema di riferimento che costituisce l’identità della strada, la sequenza dei frammenti urbani evocati e ricomposti. Ordine e disordine, densità e rarefazione, piani e vuoti si alternano in un rapporto mediato con l’articolarsi delle funzioni.

Lo spazio aperto a sud della rovina della stazione di Anhalter è stato diviso in tanti lotti da cento metri quadrati. Abbiamo pensato di mettere questo spazio a disposizione del quartiere per usi diversi: orti urbani, giochi di bocce, tavoli per il gioco degli scacchi, piccoli giardini scientifici o tematici.

Progettisti:

Arch. Pietro Derossi

con Arch. S. Caffaro, Arch. F. Lattes

anni

1982

quello che abbiamo fatto

Concorso – Terzo classificato