«Abitare a Milano/2: nuovi spazi urbani per gli insediamenti di edilizia sociale» (via Giambellino). Secondo premio

Come si enuncia nel documento preliminare della progettazione il nuovo complesso edilizio non deve essere un “mero oggetto” posato sul territorio, ma deve avere un carattere “urbano e sociale”.

La prima definizione esclude di proporre un manufatto autoreferenziale che giustifica la sua esistenza con gratuite variazioni formali, sia nell’impianto (schemi geometrici astratti) sia nell’aspetto dei singoli elementi (articolazioni gratuite della composizione).
Questo è quello che abbiamo evitato di fare.

La seconda affermazione è più complessa, in quanto le due parole “urbano e “sociale” aprono a molti possibili interpretazioni.

Per noi il carattere “urbano” coincide con l’esigenza ed il piacere di “abitare in città” dove abita molta gente, ci sono molte attività e relazioni e forse vi sono le tracce del fare umano e della sua storia; Però “l’urbano” è anche “sociale”, e la parola sociale può richiamare in particolare un senso di comunanza, solidarietà e partecipazione.

La socialità urbana può avere diverse dimensioni quelle del cittadino della città intera (della metropoli) o quella del cittadino del quartiere (a cui si aggiungono tutte le dimensioni intermedie).

Da queste brevi considerazioni può nascere un proponimento: ideare un progetto che ci dia il senso della specificità del luogo, dell’insieme che nel luogo è raccolto, della possibilità e facilità di instaurare relazioni, di una specificità e qualità degli spazi e delle immagini che essi offrono, e d’altra parte fare un progetto che sia capace di dialogare con le altre parti della città, vicine e lontane, cioè capace di dialogare con le realizzazioni eccellenti o scadenti (dolci o violente) che fanno parte dell’immaginario urbano e della critica continua che coinvolge Milano e oltre.

In altre parole l’identità e l’intimità del quartiere non devono compiacersi di un falso vernacolare che abbia il sapore di difesa o di rifiuto dei valori contraddittori degli insediamenti urbani.
Il tema è interessante: essere a casa, cogliere una rassicurante identità, ma sentirsi in virtù della propria specificità e differenza, elemento critico della realtà complessa che ci circonda.

Progettisti:

Derossi Associati (Pietro Derossi, Paolo Derossi, Davide Derossi)

Anni

2005

quello che abbiamo fatto

Concorso